Un welfare comunitario integrato: il percorso di coprogettazione con gli enti del Terzo Settore

Un welfare comunitario integrato: il percorso di coprogettazione con gli enti del Terzo Settore

La nuova proposta tecnica di Girasole è frutto di un percorso di coprogettazione con gli enti del Terzo Settore, promosso da Consorzio Consolida iniziato ad aprile 2024 e concluso a giugno 2025. Non si è trattato solamente di un confronto tecnico, ma di un vero e proprio laboratorio collettivo, costruito per mettere in relazione competenze, visioni, esperienze e conoscenze maturate sul campo da una pluralità di soggetti impegnati quotidianamente nella costruzione del welfare del territorio lecchese.

Il percorso si è sviluppato in una decina di incontri, coinvolgendo direttamente oltre 65 partecipanti in rappresentanza di 25 enti tra cui:

  • 5 associazioni
  • 1 fondazione
  • 2 consorzi di cooperative sociali – tra cui un’agenzia per il lavoro
  • 8 cooperative sociali di tipo A
  • 8 cooperative sociali di tipo B
  • 1 cooperativa provinciale di medici di medicina generale.

Crescere, includere, invecchiare

Il lavoro è stato articolato attorno a tre grandi aree di approfondimento, pensate per mettere a fuoco una lettura condivisa dei bisogni emergenti. Questa tripartizione ha consentito di osservare lo stato dei servizi territoriali nella loro complessità e di sviluppare una proposta adottando una visione trasversale della persona intesa non solo come portatrice di bisogni, ma anche di risorse, relazioni e competenze.

Al centro del percorso è stata posta una prospettiva che sposta il baricentro dell’azione sociale: dall’intervento esclusivamente riparativo alla costruzione di contesti che rendano possibile partecipazione, autonomia e corresponsabilità del singolo cittadino.

Le quattro direttrici di innovazione

Dal lavoro condiviso sono emerse quattro direttrici trasversali di innovazione, che costituiscono oggi l’ossatura strategica della proposta.

La prima riguarda i servizi “porosi”, ovvero servizi da ripensare per superare la frammentazione e diventare dispositivi flessibili, aperti alla co-costruzione e capaci di adattarsi nel tempo. In questa visione, il servizio non è un contenitore rigido, ma uno spazio dinamico in cui interventi e risposte possono evolvere in relazione ai bisogni reali.

La seconda è quella dei “NonServizi”, espressione che richiama la necessità di promuovere modalità di presa in carico diffuse, leggere, di prossimità, a bassa soglia e ad alta valenza comunitaria. Si tratta di azioni capaci di intercettare domande nuove o spesso inascoltate, di abitare i luoghi della quotidianità e di costruire ponti tra dimensione formale e informale del welfare, valorizzando la capacità generativa delle comunità.

Una terza direttrice riguarda le figure di attivazione comunitaria: operatori sociali, volontari e soggetti di territorio chiamati a sviluppare competenze sempre più orientate alla costruzione di legami, alla promozione della partecipazione, all’inclusione e al rafforzamento della capacità dei contesti locali di generare risposte.

Accanto a questo, il percorso ha individuato l’area strategica del coaching e della presa in cura, con l’obiettivo di innovare i modelli di accompagnamento, favorire la continuità dei percorsi e prevenire la frammentazione degli interventi, valorizzando quanto già esiste nelle persone e nei contesti di vita.

Le leve strategiche comuni

Queste quattro direttrici trovano concreta attuazione attraverso alcune leve strategiche comuni: digitalizzazione e nuove tecnologie, cultura e ambiente. Non si tratta di ambiti accessori, ma di fattori trasversali capaci di incidere sulla qualità dei servizi, sull’accessibilità delle opportunità e sulla capacità del welfare di dialogare con le trasformazioni sociali attuali.

Il valore più profondo del percorso sta nell’aver scelto di superare le logiche per “silos” per orientarsi verso una lettura trasversale dei bisogni e delle azioni possibili. La coprogettazione non è stata soltanto uno strumento per elaborare una proposta: è stata un metodo di lavoro e una scelta per costruire un welfare comunitario, integrato, partecipato e generativo.

 

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