Tecnologia e domiciliarità: il territorio lecchese sperimenta nuovi modelli di cura

Tecnologia e domiciliarità: il territorio lecchese sperimenta nuovi modelli di cura

L’integrazione della tecnologia nei servizi di cura domiciliare rappresenta una risposta concreta alla sfida della non autosufficienza, in linea con la programmazione territoriale (Piano di zona unitario Ambiti di Bellano, Lecco, Merate) e con il Decreto legislativo 29/2024 “Disposizioni in materia di politiche in favore delle persone anziane”. L’obiettivo è chiaro: evitare l’istituzionalizzazione precoce e sostenere le famiglie nella gestione quotidiana della persona anziana, garantendo sicurezza, continuità assistenziale e qualità di vita. La tecnologia non sostituisce la relazione di cura, ma la potenzia: dispositivi di monitoraggio, telemedicina e teleassistenza diventano strumenti per intercettare tempestivamente criticità sanitarie, ridurre l’isolamento e alleggerire il carico dei caregiver, permettendo agli anziani di rimanere nel proprio contesto di vita il più a lungo possibile.

Sul territorio lecchese sono attualmente in corso diverse sperimentazioni che dimostrano come la tecnologia possa declinarsi in modi differenti, adattandosi a bisogni specifici e personalizzando l’offerta: dalla telemedicina per il monitoraggio sanitario, alla teleassistenza per la sicurezza quotidiana, fino all’intelligenza artificiale per la prevenzione. Ogni progetto sperimenta soluzioni tecnologiche con obiettivi complementari, che nel loro insieme costruiscono un ecosistema integrato di supporto alla domiciliarità.

SAFE AT HOME – PROGETTO INTERREG

Il progetto Safe at Home, finanziato dal programma Interreg Italia-Svizzera (ID 0200125), attivo da gennaio 2025 e promosso da un partenariato coordinato da Consorzio Consolida e composto dalla cooperativa L’Arcobaleno, COSMA Cooperativa Provinciale MMG Lecco e AUSER Leucum, oltre che da una serie di partner operanti nel Canton Ticino (per approfondire il progetto clicca qui). L’obiettivo principale è rafforzare la capacità del sistema e del territorio di intercettare e rispondere ai bisogni di anziani e famiglie residenti in aree discoste, garantendo l’accesso a un’assistenza sanitaria di qualità, anche attraverso la sperimentazione di servizi di telemedicina. La sperimentazione si concentra in particolare sulla Valsassina, Valvarrone, Val d’Esino e Alta Valle San Martino, con l’obiettivo di coinvolgere 200 beneficiari entro la fine del progetto (giugno 2027).

La tecnologia utilizzata

Tre tipologie di strumenti tecnologici a domicilio per la sperimentazione:

  • La teleassistenza, per persone anziane che vivono sole ed hanno un caregiver, attraverso la dotazione di un dispositivo indossabile che rileva frequenza cardiaca, saturazione, cadute e geolocalizzazione, dotato di un sistema di allarme. I dati vengono trasmessi ad una piattaforma e riversati su un app accessibile al caregiver, protagonista attivo della sicurezza e benessere del suo familiare. Lo strumento garantisce un presidio costante per persone con scarsa o nulla dimestichezza con la tecnologia.
  • Il monitoraggio sanitario a distanza, attraverso la dotazione di un dispositivo multiparametrico con cui tenere sotto controllo, attraverso rilevazioni predefinite, i parametri indicativi dello stato di salute (pressione arteriosa, temperatura, saturazione elettrocardiogramma, etc.) in relazione alla patologia cronica presente. Anche in questo caso i dati sono riversati su una piattaforma, visibili dal MMG e dal personale del progetto.

Lo strumento è rivolto a persone più giovani di età, con buone competenze e autonomie nell’utilizzo di strumenti digitali.

  • La terza tipologia prevede l’intervento al domicilio di personale infermieristico, dotato di un kit di strumenti necessari a realizzare assesment completi di parametri sanitari. È rivolta a persone per cui l’età, la competenza informatica e la facilità a disporre di mezzi di comunicazione sono limitati, poiché vivono in contesti di forte isolamento.

PNRR MISSIONE 5 – AMBITO TERRITORIALE DI LECCO

Nel corso del biennio 2023-2025, grazie al finanziamento del PNRR Missione 5 C2 – linea di intervento 1.1.2, l’Ambito Territoriale di Lecco e l’Impresa Sociale Girasole hanno sperimentato una modalità di cura multidimensionale, capace di modularsi in base all’evoluzione dell’autonomia della persona nel tempo e di coniugare differenti risorse e interventi, anche di natura tecnologica (per approfondire leggi l’articolo dedicato).

La tecnologia utilizzata: sicurezza domestica con presidio h24

La proposta tecnologica, realizzata in collaborazione con la ditta già fornitrice del telesoccorso all’Ambito e ai Comuni, si concentra sulla sicurezza ambientale e sul telesoccorso con monitoraggio professionale continuo. Sono state installate dotazioni non invasive al domicilio: sensori di gas, movimento, caduta e allagamento, oltre a strumenti di telesoccorso e videocomunicazione, collegati a una centrale operativa attiva h24. La soluzione è pensata per persone sole o prive di una rete familiare strutturata, garantendo un presidio professionale costante. Il monitoraggio include una chiamata settimanale per verificare lo stato psicologico della persona e la corretta funzionalità dei dispositivi, integrando la componente tecnologica con quella relazionale.

A fine 2025 la sperimentazione ha coinvolto oltre 65 persone anziane, residenti in 20 Comuni dell’Ambito, avvicinandosi all’obiettivo finale del progetto fissato in 100 beneficiari entro marzo 2026. Si conferma prevalenza di genere femminile (60%) tra i beneficiari.

GPS – COORDINATE PER INVECCHIARE BENE

Il progetto GPS, finanziato da Fondazione Cariplo attraverso il Bando Welfare in Ageing e attivo da luglio 2025, è coordinato dal Consorzio Consolida con il partner AUSER Leucum e coinvolge il Distretto di Lecco con gli Ambiti territoriali di Bellano, Lecco e Merate. L’obiettivo principale è sperimentare e modellizzare interventi a favore di caregiver e anziani, raggiungendo in particolare chi è al di fuori del circuito dei servizi, attraverso azioni di sensibilizzazione, informazione, formazione e supporto alla gestione del carico della cura familiare.

La tecnologia utilizzata: intelligenza artificiale per la prevenzione

Tra le componenti innovative del progetto spicca la sperimentazione di Silver Eye, sistema sviluppato dalla start-up locale Magic Vision, che utilizza l’intelligenza artificiale per prevenire situazioni di rischio prima che si verifichino eventi critici. A differenza dei dispositivi reattivi (che intervengono dopo una caduta o un’emergenza), Silver Eye lavora sulla prevenzione attraverso l’analisi comportamentale. Il sistema impiega videocamere non invasive i cui dati sono analizzati completamente su una centralina installata nell’abitazione per garantire la privacy: solo in caso di eventi rilevanti viene inviata una notifica al caregiver tramite app. Silver Eye monitora spostamenti e comportamenti anomali, rileva accessi di sconosciuti, rileva gli spostamenti fuori casa e identifica prontamente le cadute, senza richiedere alcuna interazione da parte dell’anziano. Questa caratteristica lo rende particolarmente adatto anche per persone con demenza o Alzheimer.

La sperimentazione coinvolgerà 35 persone, con l’obiettivo di valutare le potenzialità del dispositivo nel modificare la percezione di sicurezza sia dell’anziano che del caregiver, e di rilevare le necessità più sentite dalle famiglie per migliorare continuamente il servizio.

TELEASSISTENZA PRESIDIATA AUSER LECCO

Dal 1° luglio 2025 è attivo in fase sperimentale il servizio di teleassistenza presidiata di AUSER Lecco, sostenuto da Fondazione Comunitaria del Lecchese, Chiesa Valdese e Acinque. La sperimentazione, che si concluderà a dicembre 2025, coinvolge 20 persone over 65 che vivono in situazioni di isolamento e fragilità in provincia di Lecco.

Il servizio si basa sull’utilizzo di un orologio digitale che deve essere indossato, che combina funzioni di sicurezza e supporto all’autonomia quotidiana. Il dispositivo lancia alert in caso di caduta, allontanamento da un perimetro preimpostato o SOS, permette agli operatori AUSER di contattare direttamente la persona, allertare i soccorsi e successivamente il caregiver, ma soprattutto supporta la persona anziana nella gestione autonoma della quotidianità attraverso promemoria acustici per l’assunzione delle medicine negli orari stabiliti. L’alert SOS permette agli anziani di contattare tempestivamente gli operatori Auser collegati in caso di necessità.

Ogni bracciale è personalizzabile in base alle specifiche necessità individuali.

Inoltre, un’applicazione scaricabile sul proprio smartphone permette il monitoraggio dell’anziano da parte del caregiver, che interviene fuori dagli orari del servizio Auser.

Un ecosistema di cura personalizzato

Le sperimentazioni attive sul territorio lecchese dimostrano come la vera innovazione non risieda solo nella tecnologia in sé, ma nella capacità di costruire risposte personalizzate che mettono al centro i bisogni specifici di ogni persona e famiglia. L’attivazione di una rete ampia e diversificata di soggetti, dagli Ambiti territoriali alle cooperative sociali, dalle associazioni di volontariato alle start-up innovative, dai medici di medicina generale ai caregiver familiari, consente di modulare gli interventi in base alle singole situazioni: chi ha una rete familiare presente può essere supportato con dispositivi che rendono il caregiver protagonista attivo; chi vive da solo può contare su presidi professionali continui; chi è nelle prime fasi della fragilità può beneficiare di sistemi predittivi che prevengono le criticità.

È proprio questa capacità di personalizzazione della cura che rende possibile sfruttare appieno il potenziale della tecnologia come elemento innovativo: non una soluzione unica per tutti, ma un ventaglio di strumenti che si adattano alle diverse condizioni di autonomia, alle risorse familiari disponibili, alle caratteristiche abitative e territoriali. Il lavoro di rete tra i diversi attori garantisce che la dimensione tecnologica rimanga sempre integrata con quella relazionale e sociale, trasformando gli strumenti digitali in veri e propri alleati nella costruzione di percorsi di cura sostenibili e rispettosi dell’unicità di ogni storia familiare.