Raccontarsi attraverso la fotografia

Raccontarsi attraverso la fotografia

La Cooperativa L’Arcobaleno offre alle persone seguite dai servizi dell’Area Salute Mentale l’opportunità di esprimere le proprie emozioni e la propria creatività attraverso il laboratorio fotografico, attivo dal 2007, e il progetto “Extra Shooting”, nato nel 2021.

Abbiamo partecipato ad uno degli incontri del laboratorio per conoscere i partecipanti e approfondire il progetto. Ad attenderci Alberto, Morena, Stefano, Gianluca, Giacinto, Cinzia, Aldo, Flavio, Valentina, i fotografi, Nicholas Felitti, Tecnico della Riabilitazione Psichiatrica de L’Arcobaleno, ed Eleonora Greppi, maestra d’arte.

Abbiamo chiesto a Nicholas di raccontarci queste due attività e la funzione riabilitativa che hanno. “Il laboratorio ed Extra Shooting sono due progetti che viaggiano su binari paralleli e intersecati. Il laboratorio d’arte si concentra sull’apprendimento delle tecniche base della fotografia e sulla capacità di stare nel gruppo, rispettandone i bisogni e i tempi. I partecipanti si stimolano e si confrontano a vicenda sul lavoro svolto, in un ambiente collaborativo e privo di giudizio.”

Extra Shooting è finalizzato a promuovere l’autonomia e l’inclusione attraverso l’attività creativa, aprendo ad esperienze di integrazione con il territorio grazie all’offerta di un prodotto fotografico di qualità che possa mostrare spazi, luoghi e persone da un punto di vista inedito. “La naturale evoluzione del laboratorio è il progetto Extra Shooting, in cui i partecipanti sperimentano un contesto professionale, lavorando su commesse esterne per reportage fotografici per Enti Pubblici o Privati. Questo dà la possibilità di vedere un effettivo risultato del lavoro svolto, rendendolo concreto, e ricevere un riscontro da parte di chi ci ha coinvolti, il nostro cliente.”

Continua Nicholas: “Il nostro ruolo come operatori e tecnici è quello di supportare i fotografi nella riacquisizione di un ruolo sociale e della stima di sé, attivando e sostenendo competenze tecniche e interpersonali. Il contesto di gruppo e l’ausilio dello strumento fotografico permettono ai partecipanti di venire in contatto e facilitare l’espressione delle emozioni e visioni personali. Condividere il proprio mondo interiore apre ad esperienze di scambio che favoriscono la riduzione dello stigma nei confronti della sofferenza psichica e l’apertura alla possibilità di riabilitazione sociale”.

Abbiamo approfondito con Eleonora il ruolo dello strumento artistico della fotografia, che ci ha raccontato la sua esperienza dal punto di vista di insegnante e maestra d’arte.

“La fotografia è un mezzo artistico che offre infinite possibilità per esprimere la propria creatività. Con il tempo e la pratica i fotografi sviluppano un proprio stile, unico, che riflette la loro visione artistica e la propria visione del mondo. Attraverso le immagini possono esprimere la propria personalità, comunicare sentimenti e il proprio punto di vista unico su ciò che li circonda, spesso singolare, profondo ed inedito.”

Le immagini raccontano storie e la macchina fotografica diventa quindi uno strumento per andare incontro alle proprie emozioni interiori, un’occasione per raccontare e raccontarsi in un linguaggio autentico, coraggioso, senza travestimenti, un prolungamento fisico del proprio sentire fatto con gli occhi e con la pancia.

“Uno degli elementi più gratificanti di questa esperienza è vedere i progressi dei partecipanti nel corso del tempo. Vedere sviluppare le proprie abilità tecniche e creative e realizzare fotografie di cui sono orgogliosi mi fa sentire parte integrante della loro crescita artistica.”

Continua sottolineando che “insegnando non solo condividi la tua conoscenza, l’esperienza e la tua passione per la fotografia, ma impari anche dai partecipanti. Ogni persona ha una prospettiva unica e può portare nuove idee e approcci che arricchiscono la visione del mondo, non solo quella professionale ma anche quella personale. La loro curiosità, il loro entusiasmo e la voglia di sperimentare hanno permesso a questo laboratorio di diventare, non solo uno strumento per apprendere, ma un luogo di incontro, di scambio e di confronto.”

E ora la parola dei fotografi:

È molti anni che partecipo al laboratorio di fotografia, mi piace stare con il gruppo, confrontarmi, ricevere complimenti dai miei compagni. Cambiamo sempre luoghi da fotografare, questo fa riaffiorare in me ricordi belli del passato. Mi fa stare proprio bene, anche per stare nella società, farci conoscere per ciò che siamo e non solo per la salute mentale, ma per valorizzarci come persone con le nostre competenze” – Morena

Fare parte di questo progetto mi fa sentire molto utile perché posso dare il mio contributo sulla visione della realtà che catturo con la macchina fotografica. Il fatto che gli altri possano vedere ammirare le mie foto e che creino emozioni mi fa sentire orgoglioso. I miei scatti preferiti sono i paesaggi, mi fanno rilassare molto” – Aldo

Le uscite del laboratorio fotografico mi fanno sentire libera. Uscendo vedo il mondo fuori e tante cose nuove. Adoro fotografare i fiori e le case.” – Cinzia