L’importanza di costruire “Alleanze educative” per il contrasto alla povertà minorile
Per prevenire e contrastare la povertà educativa minorile, una delle sfide più urgenti che i territori si trovano ad affrontare, risulta efficace adottare un approccio integrato che vede il coinvolgimento e la partecipazione della comunità locale, nelle sue diverse componenti: famiglie, Amministrazioni locali, Fondazioni, scuole, enti del Terzo settore, imprese, parrocchie.
La povertà educativa non riguarda, infatti, solo l’istruzione di un minore, ma ha a che fare con dimensioni diverse, fra cui: la condizione dei nuclei famigliari (con particolare attenzione alle famiglie vulnerabili o isolate), l’accesso limitato alla cultura, allo sport, alle tecnologie o ancora la qualità dei contesti di vita (città, paesi, quartieri) con la presenza/assenza di stimoli e servizi.
I dati Istat confermano la tendenza degli ultimi anni, secondo cui al diminuire dell’età cresce l’incidenza della povertà assoluta (13,8% i minori in tale condizione nel 2023). Se prima della recessione del 2008 questa situazione riguardava diverse generazioni con maggior incidenza sulla popolazione anziana, ora invece si assiste ad un ribaltamento, a discapito della popolazione giovanile. I più fragili sono bambini e ragazzi che vivono in famiglie numerose o in nuclei monogenitoriali, a basso reddito o con genitori disoccupati (Openpolis, ottobre 2024).
Disuguaglianze eccessive nella condizione di partenza portano spesso alla riproduzione di divari educativi, sociali ed economici che ricadono su bambine e bambini. Per contrastare questa forma di disuguaglianza, è fondamentale costruire alleanze educative forti e strutturate tra i diversi soggetti del territorio, che permettano di valorizzare le risorse già presenti, a volte frammentate, e di mettere in rete energie, professionalità, strumenti e risorse, al fine di incrementare le opportunità rivolte ai bambini e ai ragazzi e sostenere le famiglie in difficoltà, rafforzando il senso di comunità e coesione sociale.
Il progetto Alleanze Educative
In provincia di Lecco, il Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile (istituito nel 2016 grazie all’intesa tra Stato, Fondazioni di origine bancaria e Terzo settore), gestito dall’Impresa Sociale Con i Bambini, ha reso possibile, fra le altre esperienze, la realizzazione del progetto “Alleanze Educative”.
Il progetto, cofinanziato da Fondazione comunitaria del lecchese, è coordinato dall’Impresa Sociale Consorzio Girasole e coinvolge un ampio e diversificato partenariato: Consorzio Consolida, le cooperative sociali Paso, La Grande Casa, Sineresi, La Vecchia Quercia e Liberi Sogni, Comunità di Via Gaggio, Associazione Volontari Caritas Lecco, Casa dei Ragazzi, Casa Don Guanella e Fondazione Padri Somaschi, oltre ai comuni di Bellano, Casatenovo e Lecco e agli istituti comprensivi di Cremeno, Missaglia e Valmadrera. Attivato nell’aprile 2024, il progetto ha visto la nascita di 25 Spazi Educativi negli Ambiti territoriali di Bellano, Lecco e Merate, coinvolgendo 700 ragazzi (6 – 17 anni) in attività extrascolastiche di gruppo, spaziando dal supporto compiti, ai laboratori espressivi – creativi, alle esperienze culturali e di cittadinanza attiva, con l’obiettivo di rafforzarne le competenze e l’autonomia. Particolare attenzione è posta al coinvolgimento e alla partecipazione attiva delle famiglie: dalla sottoscrizione di patti di corresponsabilità fino alla sperimentazione di differenti modalità di partecipazione attiva quali spazi di ascolto individuale e/o di gruppo, momenti di incontro e socializzazione aperti alle famiglie del territorio, attività ludico-ricreative adulto/bambino, incontri formativi e eventi conviviali. Gli spazi educativi si configurano, infatti, come risposta intermedia tra lo specialistico e il comunitario, puntando all’integrazione tra professionisti e volontari e sperimentando modelli di governance partecipata.
All’interno di questo quadro socioeconomico, laddove il fenomeno della povertà è in aumento e la denatalità rappresenta un macro-trend con cui fare i conti, assume particolare rilievo, sul nostro territorio, il consolidamento dell’esperienza progettuale e l’offerta di Spazi Educativi in una prospettiva di medio-lungo termine, nell’ottica dell’empowerment delle comunità locali.
A fronte di queste riflessioni, da contestualizzare in scenari geo politici e macroeconomici che mettono sempre più a rischio le risorse pubbliche investite e trasferite agli Enti Locali, con conseguente maggior pressione sui livelli territoriali, risulta ancor più importante la consapevolezza e il coinvolgimento di tutti gli attori territoriali, aggregando risorse e competenze, affinché nessun bambino e ragazzo resti escluso da opportunità fondamentali per la propria crescita.
Emanuele Manzoni, presidente della Conferenza dei Sindaci, commenta: “La povertà educativa è l’anticamera di tutte le altre povertà. Le persone che non hanno un lavoro o una casa o che si trovano in condizione di vulnerabilità oggi, sono molto spesso i minori di ieri che non hanno avuto occasioni formative. Dunque, il lavoro che il nostro territorio sta portando avanti grazie alla rete di Alleanza educative può essere uno degli antidoti per prevenire una società divisa e diseguale.
Come ha avuto modo di dire il mio predecessore Guido Agostoni nel momento del lancio “questo progetto nasce dalla storia di questo territorio e dalla sua capacità di promuovere corresponsabilità e processi collaborativi”. In tutti i nostri comuni sono presenti esperienze educative di grande valore. Questo progetto è una chiamata alla messa in comune di idee e proposte perché si possa avere un approccio di sistema dove tutti gli sforzi sono orientati a garantire proposte formative di qualità per i bambini e le bambine che abitano le nostre comunità. È la comunità che entra nei processi di welfare o, meglio, è la comunità che si assume la responsabilità di essere lo spazio dove “vengono abbattuti gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della persona umana” come recita l’articolo 3 della nostra Costituzione. Un grande grazie da parte delle amministrazioni lecchesi a tutte le persone che stanno lavorando a questo progetto molto prezioso per le persone che abitano il nostro territorio.”
“La povertà educativa, per essere affrontata seriamente, ha bisogno di alleanze. Non tanto per un fatto organizzativo ma perché per costruire un’alleanza occorre confrontarsi sul modo di intendere il fatto educativo. Si costruiscono rapporti, relazioni e percorsi insieme sulle idee e su processi testati e verificati. Parliamo quindi di spazi educativi, dove lo spazio condiviso diventa educativo e crea un ordine, un’organizzazione che qualifica la nostra cittadinanza. Il rapporto poi con le istituzioni diventa dialogo, confronto su valori sociali. Ogni sigla che concorre nel progetto è segno di un sano e virtuoso pluralismo di approccio riguardo un tema, come quello educativo, che ha mille sfaccettature”, commenta Maria Grazia Nasazzi, Presidente di Fondazione comunitaria del lecchese che dal 1999 promuove il rafforzamento dei legami comunitari e solidaristici, favorendo lo scambio tra realtà interessate allo sviluppo del tessuto sociale del territorio con l’obiettivo non solo di stimolare alleanze ma soprattutto di accompagnare processi e spazi di riflessione condivisa sul futuro della comunità locale.
A conclusione, le parole di Carlo Colombo, Presidente di Girasole: “Il lavoro di rete, con e per la comunità, è l’essenza del modello di welfare portato avanti da Impresa Sociale Girasole e il tema della povertà educativa rende ancora più evidente e necessaria questa dimensione di impegno e corresponsabilità di tanti e diversi attori. Insistere sulle connessioni e collaborazioni non è solo un elemento di processo, ma diventa il fattore decisivo che permette di costruire risposte adeguate a dei bisogni multisfaccettati, complessi e in rapido cambiamento come quelli connessi alla povertà educativa. Vanno condivisi sguardi, competenze e professionalità, risorse e visioni sul futuro”.

