“Lecco Incontra”: un lavoro di rete sulla comunicazione per informare e sensibilizzare la comunità
Da oltre un anno e mezzo, l’Impresa Sociale Girasole collabora con gli enti firmatari del Patto Territoriale per l’Inclusione Sociale per sostenerla nell’informazione, ma anche nella sensibilizzazione su un tema delicato come quello della grave marginalità e del lavoro con le persone senza dimora.
Anna Di Nardo, responsabile della comunicazione di Girasole, racconta come la sinergia con l’Ufficio Comunicazione sia nata per rispondere a una precisa esigenza di chiarezza e accessibilità espressa dagli enti del territorio: “Quando abbiamo iniziato a partecipare agli incontri della rete per la grave marginalità, uno dei primi bisogni su cui siamo stati sollecitati è stato quello di rendere più visibili i servizi offerti dalla rete. Non solo per chi ne ha bisogno e per i cittadini del territorio, ma anche per integrare il più possibile i diversi servizi già attivi, con le loro specificità”.
Per rispondere a questa esigenza, è stata avviata una mappatura approfondita, che ha permesso di ricostruire l’offerta disponibile sul territorio. “Ci siamo poi chiesti come presentare i servizi in modo efficace e immediato anche a livello comunicativo, studiando il lavoro di altre realtà per individuare soluzioni già sperimentate ed efficaci. Da qui, l’idea di raggruppare i servizi secondo i bisogni fondamentali a cui cercano di rispondere, come Ascolto e supporto, Vestirsi, Mangiare, Curarsi, Lavarsi, Dormire e Assistenza in strada. Per ciascun bisogno, abbiamo poi deciso di associare delle icone, che rendessero l’informazione ancora più semplice e intuitiva.”
Il risultato di questo lavoro si è concretizzato in due materiali distinti: da una parte, una brochure bilingue, in italiano e inglese, pensata per chi potrebbe beneficiare dei servizi e per i cittadini; dall’altra, un fascicolo più dettagliato, dedicato a operatori e professionisti del settore sociale, sanitario e pubblico, per facilitare la conoscenza approfondita dei servizi del territorio, con tutti i riferimenti utili per entrare in contatto.
A questi due prodotti, si è aggiunta una mappa interattiva su Google, accessibile tramite un QR code inserito sui vari materiali e costantemente aggiornata per riflettere i cambiamenti nell’offerta territoriale.
Oltre al bisogno informativo, dalla rete è emersa anche la necessità di sviluppare azioni che potessero sensibilizzare la cittadinanza. “È importante informare su ciò che ogni ente fa e sull’investimento di un intero territorio rispetto a un tema così importante… ma è possibile andare oltre e domandarsi se è possibile anche veicolare un messaggio sociale. Che messaggio vogliamo trasmettere alla comunità? È queste la domanda che abbiamo posto alla rete” spiega Anna.
Così è nato “Lecco Incontra” con il suo slogan “Ascolto – Supporto – Cura,” un messaggio che ha trovato partecipazione e coinvolgimento di tutti gli enti coinvolti e che ha visto la sua piena espressione in un laboratorio di street art partecipata. Lo scorso dicembre, infatti, è stato organizzato un evento di street art sul sagrato della Chiesa San Francesco a Lecco, durante il quale il camper dell’unità di strada, ossia il presidio mobile che lavora ogni giorno sulle strade della città di Lecco a fianco delle persone più fragili, è stato trasformato in un’opera d’arte condivisa, simbolo appunto di incontro e dialogo. L’evento è stato reso possibile grazie alla collaborazione con l’Associazione Vibes di Galbiate e alla guida creativa del gruppo artistico Opiemme, coinvolgendo giovani, operatori e persone in situazione di marginalità.
I materiali informativi sono già in distribuzione in diversi punti della città, dai servizi territoriali ai luoghi di incontro come bar, attività commerciali e parrocchie. “Stiamo individuando dei punti caldi e di passaggio dove lasciare le brochure per renderle facilmente accessibili ai cittadini”, conclude Anna. “L’intenzione è di rendere questa prima attività di comunicazione un punto di partenza e non di arrivo: la rete è determinata a continuare il lavoro di sensibilizzazione, nella convinzione che solo un impegno costante anche ai messaggi veicolati possa costruire una comunità inclusiva, capace di riconoscere e rispondere ai bisogni di chi è più vulnerabile”.

