“La Breva”: il giornale che dà voce alle storie di vita agli Istituti Riuniti Airoldi e Muzzi

“La Breva”: il giornale che dà voce alle storie di vita agli Istituti Riuniti Airoldi e Muzzi

All’interno degli Istituti Riuniti Airoldi e Muzzi, c’è uno spazio molto speciale dedicato agli ospiti e alle loro famiglie: il bar “La Gerla d’Oro”. Gestito dalla cooperativa Sineresi, è diventato, nel corso degli anni, un punto di riferimento non solo per la socializzazione, ma anche per lo sviluppo cognitivo e culturale degli ospiti. Abbiamo incontrato Annalisa Pozzi, coordinatrice del servizio, per scoprire come “La Gerla d’Oro” si stia trasformando in un laboratorio di vita, aggregazione e narrazione, all’insegna del benessere individuale e della comunità.

La Gerla d’Oro è molto più di un semplice punto di ristoro, è un luogo di incontro, di relazione e di riconciliazione”, ci spiega Annalisa. La gestione del bar è iniziata otto anni fa, con una riprogettazione che ha coinvolto gli operatori di Sineresi, il personale dell’Istituto e un gruppo di volontari. “Abbiamo voluto che il bar diventasse un punto di riferimento per ospiti e famigliari che possono ritrovarsi qui, al di fuori dei reparti e dei contesti tipici di una RSA, per condividere momenti di aggregazione in un ambiente informale. Qui si crea una rete di supporto preziosa, dove le fragilità individuali trovano spazio per essere condivise e superate insieme.”

La Gerla d’Oro offre quotidianamente attività per gli ospiti e loro famiglie, pensate per stimolare il confronto, la riscoperta e il rilassamento. “Organizziamo laboratori creativi, giochi di società, stimolazione cognitiva e momenti di lettura dei giornali. Ci piace creare momenti di incontro, anche semplicemente per un caffè o per una chiacchierata, perché crediamo che queste piccole interazioni abbiano un grande impatto sul benessere complessivo degli ospiti,” spiega Annalisa.

Oltre a essere sede di queste attività, all’interno del bar trova anche spazio il laboratorio di narrazione. “Grazie all’intuizione di alcuni operatori, tre anni fa è nata l’idea di creare un giornalino, “La Breva”. All’inizio era un modo per condividere notizie dai padiglioni e restare connessi con ciò che accadeva, ma si è evoluto rapidamente grazie all’interesse degli ospiti,” spiega Annalisa. “Oggi ‘La Breva’ è un laboratorio di narrazione autobiografica, in cui gli ospiti di diverse età ed esperienze di vita si riuniscono per confrontarsi e riflettere su temi di attualità e personali.”

La redazione del giornalino è eterogenea ed è composta da circa 25 partecipanti, tra cui ospiti provenienti da diversi reparti, volontari e alcuni familiari. “Ci incontriamo il giovedì mattina ed è uno spazio aperto: chiunque voglia partecipare è il benvenuto, senza giudizio o l’obbligo di parlare.”

Il giornalino ha dato voce agli ospiti, permettendo loro di esprimere liberamente i propri pensieri e sentimenti. “Gli anziani hanno ancora pensieri attivi su ciò che accade nel mondo, hanno emozioni e riflessioni che meritano di essere ascoltate. Nel nostro gruppo di redazione, si discute liberamente e si mette tutto su carta. È uno spazio di confronto importante, dove ci si ascolta reciprocamente, anche quando le opinioni sono diverse. Il motto del gruppo è ‘Io non condivido, ma comprendo’, ed è proprio questo spirito che rende il progetto così significativo.”

La Breva ha suscitato l’interesse anche tra i familiari degli ospiti, che spesso rimangono sorpresi da ciò che emerge dalle pagine. “Ci raccontano di aver scoperto aspetti dei loro cari che non conoscevano, storie, pensieri ed emozioni mai espressi prima,” afferma Annalisa. “È uno strumento potente, che favorisce il mutuo aiuto e il dialogo, ha permesso a tanti di stare nel dolore e stemperarlo grazie al supporto del gruppo.”

L’idea di ampliare ulteriormente la portata dei lettori di “La Breva” è già in corso, come ci spiega Annalisa. “Grazie anche al supporto di alcuni progetti, come The Factory (link), siamo riusciti a interagire con alcuni soggetti del quartiere e della comunità esterna, come il Circolo Arci Promessi Sposi, l’associazione gli Amici di Germanedo, il progetto Living Land, la scuola elementare del quartiere e il servizio Artimedia, creando un’interazione positiva tra la struttura e il territorio” racconta Annalisa.
“Dal prossimo numero vorremmo lasciare alcune pagine bianche alla fine del giornalino, per raccogliere le opinioni e i pensieri degli anziani che frequentano il quartiere, dei ragazzi delle scuole e dei genitori dei bambini. Sarebbe un modo per invitare anche loro a partecipare a questa conversazione, magari discutendo di argomenti legati alla cronaca nazionale o mondiale. Crediamo che le esperienze e le riflessioni di tutti possano arricchire il dibattito e rafforzare l’apertura all’Istituto: speriamo infatti che qualcuno, che abbiamo voglia di riflettere con noi, si unisca alla nostra redazione, al nostro spazio di parola.”

L’edizione autunnale de La Breva è ancora in lavorazione e approfondirà tematiche legate alle emozioni. In attesa, è possibile leggere il numero primaverile a questo link: https://www.airoldiemuzzi.it/public/giornalino/1717823615_b3bbccd6c008e727785cb81b1aa08ac5.pdf