LAVORI MA NON ESISTI

LAVORI MA NON ESISTI
Hai diritto a essere riconosciuto. Hai diritto a essere tutelato.
Se lavori senza contratto, se vieni pagato meno di quanto ti spetta, se non hai diritti sul lavoro, non sei solo. Questa pagina ti aiuta a riconoscere lo sfruttamento, a chiedere aiuto, a difendere la tua dignità.

Ti riconosci in uno di questi casi?
Lo sfruttamento lavorativo può assumere molte forme. Qui trovi alcuni esempi concreti, reali, quotidiani. Se ti riconosci in una di queste situazioni, puoi reagire. Non sei solo: puoi chiedere aiuto, ricevere informazioni, far valere i tuoi diritti
Lavorare 10-12 ore al giorno senza pause, senza giorni di riposo, è una violazione dei tuoi diritti. In Italia, una giornata lavorativa standard è di 8 ore, e ogni lavoratore ha diritto al riposo giornaliero, pausa per mangiare, riposo settimanale. Un contratto può essere usato per coprire lo sfruttamento, ricevi un documento “regolare”, che però non rispecchia le effettive condizioni di lavoro. Lo straordinario deve essere volontario e pagato in più. Se ti impongono turni infiniti o orari imprevedibili, stai subendo sfruttamento.
Ogni ora di lavoro deve essere retribuita secondo i minimi previsti dal contratto nazionale di riferimento. Essere pagati troppo poco, ricevere il salario sottoforma di vitto, alloggio, trasporto, o non ricevere nulla perché “sei in prova”, è illecito.
Lo sfruttamento si materializza nei casi di violazioni delle norme su salute e sicurezza sul lavoro che mettano in pericolo la tua incolumità e la tua salute, inclusa la mancanza di dispositivi di protezione individuali. Il datore deve fornirti protezioni, ad esempio caschetto, guanti, scarpe antinfortunistiche, e spiegarti come lavorare in sicurezza.
Se ti fanno alloggiare nel luogo di lavoro, in spazi sovraffollati, sporchi o insicuri, è abuso. Vivere e lavorare nello stesso luogo, senza libertà né privacy, è una forma grave di sfruttamento. Inoltre il datore non può controllarti costantemente con videocamere né farti vivere in condizioni inaccettabili.
Come tutte le lavoratrici hai diritto ad un contratto durevole e continuativo come previsto dal CCNL (contratto collettivo nazionale del lavoro); Nel caso di lavoro saltuario/occasionale hai diritto ad usufruire del “libretto famiglia” dell’INPS.
Dove puoi andare e chi puoi contattare per chiedere supporto
Ci sono servizi pubblici e realtà sociali che possono aiutarti gratuitamente, con ascolto, orientamento, supporto legale e lavorativo.
1. SPORTELLI PUA – PUNTI UNICI DI ACCESSO
Gli Sportelli PUA sono spazi in cui puoi raccontare la tua situazione e ricevere ascolto, orientamento e supporto personalizzato, in diverse lingue. Puoi ricevere informazioni su contratti e diritti e verificare se la tua situazione è irregolare.
Mestieri Lombardia
Coop. Sociale Omnia Language – Sportello Assistenti familiari
2. CENTRI PER L’IMPIEGO
I Centri per l’Impiego ti aiutano a orientarti nel mondo del lavoro. Se stai cercando un’occupazione, vuoi sapere quali sono i tuoi diritti o hai bisogno di supporto per regolarizzare la tua posizione lavorativa, puoi rivolgerti a loro.
3. SINDACATI (PER LAVORATORI E DATORI DI LAVORO)
I sindacati sono un punto di riferimento per difendere i diritti di chi lavora e per accompagnare i datori di lavoro verso scelte corrette e regolari. Se sei un lavoratore, puoi rivolgerti a uno sportello sindacale per avere assistenza gratuita, consulenza e tutela legale.
Se invece sei un datore di lavoro, il sindacato ti aiuta a predisporre contratti regolari, calcolare stipendi e contributi e rispettare le norme, evitando sanzioni.
4. FONDAZIONE SOMASCHI ONLUS
La Fondazione Somaschi opera a favore delle persone vittime di tratta di esseri umani e grave sfruttamento lavorativo, offrendo accoglienza, ascolto e percorsi di uscita dalla violenza e dalle reti criminali.
Se sei costretto a lavorare in condizioni disumane, minacciato o controllato, puoi chiedere aiuto in modo sicuro e riservato. Gli operatori della Fondazione ti accompagnano in un percorso di protezione, autonomia e reinserimento, in collaborazione con i servizi del territorio.
Scopri il progetto “Mettiamo le ali”: luleonlus.it/mettiamo-le-ali
Guarda il video: Sfruttamento lavorativo
Numero Verde Nazionale Tratta: 800 290 290
INLAV – Integrazione Lavoro Lombardia
La campagna “Lavori, ma non esisti” si inserisce nell’ambito del progetto INLAV Lombardia – Integrazione Lavoro Lombardia, promosso da Regione Lombardia (soggetto capofila), in collaborazione con ANCI Lombardia e l’Università degli Studi di Milano Bicocca.
L’iniziativa mira a realizzare un intervento strutturato e sistemico per contrastare il fenomeno dello sfruttamento lavorativo, che coinvolge diversi settori produttivi e incide in particolare sulle fasce di popolazione più fragili e vulnerabili.
Visita il sito ufficiale del progetto: www.inlav.it
AMBITI TERRITORIALI di Lecco (Capofila), Bellano e Merate
Il progetto InLav Lombardia – Integrazione Lavoro Lombardia è finanziato a valere sul Programma Operativo Complementare di azione e coesione nell’ambito dell’Asse prioritario 2 “Sistemi e modelli d’intervento sociale”, Obiettivo tematico 9 “Promuovere l’inclusione sociale e combattere la povertà ed ogni discriminazione”, Obiettivo specifico 9.2 “Incremento dell’occupabilità e della partecipazione al mercato del lavoro, attraverso percorsi integrati e multidimensionali di inclusione attiva delle persone maggiormente vulnerabili”.
Il progetto intende sperimentare un modello per l’emersione del lavoro sommerso e per l’inclusione socio-lavorativa (Modello InLav), incentrato sull’aggancio, la presa in carico e lo sviluppo di percorsi di assistenza, protezione e inclusione.
Il Modello InLav, ispirato alle “Linee Guida nazionali in materia di identificazione, protezione e assistenza alle vittime di sfruttamento lavorativo in agricoltura”, prevede un sistema a governance e guida pubblica di Punti Unici di Accesso (PUA InLav) con un insieme integrato di servizi dedicati.
I PUA InLav si pongono l’obiettivo di sviluppare percorsi di intervento territoriali finalizzati a far emergere, contrastare i fenomeni di sfruttamento lavorativo e integrare strategie d’azione mirate all’inclusione socio-lavorativa.
Tali percorsi, differenziabili in base ai settori economici coinvolti e alle specificità socio-culturali dei territori e delle comunità di potenziali beneficiari target, saranno volti alla prevenzione e al contrasto dello sfruttamento lavorativo, valorizzando eventuali esperienze e collaborazioni già sviluppate su temi affini.
Considerando la complessità del fenomeno, il modello InLav prevede l’attivazione di una rete territoriale sinergica composta da molteplici soggetti, competenze e metodologie, indispensabili per garantire l’applicazione dei principi del meccanismo nazionale di referral previsto dalle Linee Guida Nazionali.
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Progetto “InLav Lombardia – Integrazione Lavoro Lombardia”
Il progetto “InLav Lombardia – Integrazione Lavoro Lombardia” è finanziato a valere sul Programma Operativo Complementare di azione e coesione «Inclusione 2014-2020». CUP E81D23000100001