Gli Sportelli Sociali Territoriali, presidio di prossimità

Gli Sportelli Sociali Territoriali, presidio di prossimità

Attivi dal 2020, gli Sportelli Sociali Territoriali rappresentano, per i cittadini e le cittadine dell’Ambito di Lecco, uno dei primi punti di accesso e conoscenza del sistema di welfare locale. Sono luoghi di ascolto, orientamento e accompagnamento in cui possono trovare informazioni, supporto e un aiuto per orientarsi tra servizi, prestazioni e opportunità offerte dal territorio, contribuendo a rendere il sistema dei servizi più vicino, accessibile e comprensibile. Nel tempo hanno assunto un ruolo sempre più strategico all’interno della rete territoriale, favorendo l’emersione precoce dei bisogni e l’attivazione delle risposte più appropriate.

Le attività sono svolte da assistenti sociali e personale qualificato, che offrono supporto su una vasta gamma di temi: dalle procedure INPS ai servizi di ATS e ASST, dalle agevolazioni economiche, alle misure nazionali e regionali, ai percorsi di accesso ai servizi sociali e sociosanitari. L’obiettivo non è soltanto fornire informazioni, ma accompagnare le persone nella comprensione dei propri diritti e nell’individuazione delle opportunità più adatte alla propria situazione.

Diffusione territoriale

La rete è oggi articolata in 10 sedi, distribuite in modo capillare sull’intero dei Poli Territoriali di Lecco, Lago, Valle San Martino, Brianza Ovest e Brianza Est, con una media di 15 ore settimanali di apertura al pubblico. La presenza diffusa sul territorio rappresenta un elemento strategico del modello di intervento: avvicina i servizi alle persone, facilita l’accesso ai cittadini e consente di intercettare precocemente i bisogni, promuovendo risposte tempestive e una maggiore capacità di presa in carico delle situazioni di fragilità.

 

Accessi

Nel 2025 gli Sportelli hanno registrato 5.614 accessi, confermandosi un punto di riferimento stabile per la cittadinanza e una delle principali porte di ingresso al sistema dei servizi. Un dato particolarmente significativo riguarda i nuovi accessi, che rappresentano il 47,9% del totale: quasi un accesso su due riguarda cittadini e cittadine che si affacciano per la prima volta al servizio. Si tratta di un indicatore che evidenzia la capacità degli sportelli di continuare a essere una vera porta di ingresso al sistema dei servizi, intercettando nuove domande, nuovi bisogni e nuove fragilità.

I dati confermano gli Sportelli Sociali come un servizio di accesso al welfare capace di raggiungere una platea ampia e diversificata. La varietà dei profili delle persone che vi si rivolgono evidenzia la capacità del servizio di orientare e accompagnare cittadini con esigenze differenti, adattando la risposta ai bisogni che emergono nelle diverse fasi della vita.

Dal punto di vista territoriale, la quota maggiore di accessi si registra nell’area di Lecco, seguita da Valle San Martino, dal polo Lago, da Brianza Est e da Brianza Ovest.

 

Nel 2025 il gruppo più numeroso è stato rappresentato dagli adulti, con 2.240 accessi, seguito da minori e famiglie con 1.631. Rilevante anche la presenza di anziani (1.024 accessi) e di persone con disabilità (538), mentre gli accessi anonimi sono stati 181.

Un servizio in evoluzione

Nel 2025 prevalgono le richieste di informazione e orientamento, pari a 4.261, mentre le richieste di supporto nella compilazione di domande e procedure sono 1.505. Questo dato segnala una trasformazione importante: gli sportelli sono sempre meno percepiti come semplici punti di assistenza amministrativa e sempre più come luoghi di ascolto del bisogno e accompagnamento nel sistema dei servizi.

L’andamento degli ultimi quattro anni conferma questa lettura. Tra il 2022 e il 2025, il numero totale di accessi passa da 6.891 a 5.614, questo dato non va interpretato come una diminuzione della domanda sociale, ma come l’effetto di una trasformazione strutturale delle modalità di accesso e di utilizzo del servizio.

Alla base di questa trasformazione vi sono diversi fattori: una maggiore autonomia della cittadinanza, un aumento dell’alfabetizzazione digitale, il progressivo apprendimento del funzionamento del welfare locale e lo spostamento di alcune pratiche verso canali alternativi. In parallelo, diminuiscono le richieste più operative e compilative, mentre si rafforza la funzione di orientamento ai servizi e lettura dei bisogni.

Tra le tematiche più ricorrenti emergono in particolare la casa e l’integrazione del reddito, due dimensioni spesso intrecciate. Il bisogno abitativo non riguarda più soltanto fasce di popolazione già fragili, ma coinvolge anche cittadini e nuclei che, pur non trovandosi in condizioni di povertà conclamata, sperimentano una crescente vulnerabilità. Parallelamente, è emerso come il tema del reddito sia trasversale e strettamente connesso alla precarietà abitativa e lavorativa: le persone incontrano difficoltà nell’orientarsi tra misure e opportunità, si confrontano con informazioni confuse o non corrette e, in alcuni casi, restano escluse dai sostegni disponibili a causa di requisiti restrittivi, rischiando di scivolare in nuove condizioni di fragilità.

Gli Sportelli in questo contesto rappresentano uno spazio di ascolto e supporto per conoscere e orientarsi tra i servizi, per creare percorsi di accompagnamento mirati e personalizzati.

 

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