Dove la comunità diventa famiglia: il Centro Donadoni di Malgrate

Dove la comunità diventa famiglia: il Centro Donadoni di Malgrate

Il Centro Polifunzionale “A. Donadoni” di Malgrate, gestito dall’Impresa Sociale Girasole e dalla cooperativa L’Arcobaleno, è un luogo di incontro e sostegno per gli anziani che abitano nel territorio dei Comuni del Polo Lago. Nato sette anni fa, il centro ha l’obiettivo di offrire uno spazio sereno e stimolante dove gli ospiti possano riscoprire le proprie capacità, condividere esperienze e trovare conforto nella compagnia reciproca. Un luogo che, per chi lo frequenta, è finito per diventare una seconda casa, dove la vita continua a scorrere, ricca di esperienze, relazioni e dignità.

Abbiamo incontrato Fabio Crimella, coordinatore del Centro, che ci ha raccontato qualcosa di più sulla struttura. “Il centro è aperto tre giorni alla settimana – il martedì, giovedì e venerdì- dalle 9.30 alle 16.30, accogliendo fino a un massimo di 18 persone. È un centro sperimentale che si pone a metà strada tra i centri risocializzanti e i centri diurni integrati: qui si dà una risposta a chi non presenta fragilità gravi, ma vuole stare in compagnia, con una proposta strutturata.”  Il valore aggiunto è la presenza una volta a settimana di un fisioterapista, per attività di ginnastica di gruppo, e di un’infermiera che monitora i parametri di salute degli ospiti, rendendo il servizio ancora più completo.

In questo spazio, ognuno può mettersi in gioco secondo le proprie attitudini e capacità. Isa, una delle operatrici, ci racconta che “le attività proposte vanno ben oltre l’intrattenimento: si tratta di un percorso pensato per stimolare il pensiero, fare movimento fisico, mantenere in allenamento la memoria e, soprattutto, valorizzare l’esperienza che ogni ospite porta con sé.”

Isa sottolinea anche l’importanza della connessione con il territorio: “Abbiamo creato una rete con i Comuni, le associazioni, le scuole e la parrocchia per proporre attività insieme, aperte in alcuni casi anche alla cittadinanza. Questo scambio continuo è un valore aggiunto, non è scontato.”

Tra gli ospiti che frequentano il centro, abbiamo incontrato Luigi, che a 99 anni è uno dei frequentatori più longevi. “Frequento il centro fin dalla sua apertura”, racconta. “La nostra giornata inizia alle 9.30, quando i volontari del Comune o i nostri familiari ci accompagnano al centro. Fino alle 11.30 svolgiamo tante attività e chiacchieriamo. A mezzogiorno pranziamo con un ottimo pasto, poi ci riposiamo, guardiamo la tv o giochiamo a carte. La giornata si conclude con altre attività fino alle 16.30.”

Anche Renata, un’altra ospite, condivide la sua esperienza: “Ci sono giorni in cui magari non abbiamo voglia di fare attività, ma restiamo per guardare, ascoltare e chiacchierare. Perché qui stiamo proprio bene.” Per molti, come Laila, il centro è diventato un rifugio contro la solitudine: “Soffro di solitudine, e per non stare da sola ho iniziato a venire qui. Ora non ne posso più fare a meno.”

Quello che emerge con forza dalle parole degli ospiti è il senso di famiglia che si respira all’interno del centro. “Qui siamo come una grande famiglia, stiamo insieme anche nelle nostre preoccupazioni che condividiamo.. ci tiriamo su a vicenda” dice Luigi, mentre Laila aggiunge: “Anche il personale, Isa, Nadia, Angela e Fabio, fa parte della famiglia… sono fantastici, sono così accoglienti con noi.”

Il legame che si è creato al centro è qualcosa di prezioso, dove ognuno trova uno spazio per condividere le proprie esperienze, per riscoprire le proprie abilità e per vivere la quotidianità in compagnia. “Questo centro è una risorsa indispensabile, se non ci fosse, bisognerebbe inventarlo,” conclude Renata con un sorriso.

 

Ascolta la storia di Wanda, Renata, Celestina, Antonietta, Wanda, Lidia, Marco, Luigi, Angelo e Laila