Cura degli oliveti e conoscenza del territorio

Cura degli oliveti e conoscenza del territorio

Prosegue nel Comune di Galbiate il lavoro del progetto Le Radici con le Ali, che promuove la cura e la valorizzazione degli oliveti del territorio come spazi di tutela del paesaggio, apprendimento e partecipazione della comunità.

Nei giorni scorsi, in località Saideno, la cooperativa Solidarietà ha realizzato degli interventi di potatura di riforma su alcuni olivi che da qualche anno non venivano gestiti. L’obiettivo dell’intervento è stato quello di reimpostare le piante secondo la forma a vaso policonico, una struttura che favorisce una migliore esposizione alla luce e una crescita più equilibrata della pianta.

In alcuni casi sono stati necessari tagli importanti, proprio perché le piante non venivano potate da tempo. La grande capacità di resilienza dell’olivo, insieme a una gestione attenta delle attrezzature – disinfettate da pianta a pianta – e a interventi con trattamenti biologici mirati, aiuteranno le piante a cicatrizzare correttamente e a riprendere il loro percorso di crescita.

La mattinata è stata anche un momento di incontro con il territorio: alcuni cittadini che frequentano gli orti della zona si sono fermati a parlare, a dare una mano e a condividere una pausa caffè. Piccoli gesti che raccontano bene lo spirito del progetto Le Radici con le Ali, che mette al centro non solo la cura delle piante ma anche la costruzione di relazioni attorno ai luoghi e al paesaggio.

Gli olivi di Sala al Barro e la rogna dell’olivo

Un altro luogo significativo per il progetto è l’area del campo sportivo di Sala al Barro sempre a Galbiate. Qui sono presenti circa sessanta piante di olivo, tutte colpite dalla rogna dell’olivo, una malattia batterica causata da Pseudomonas savastanoi.

La patologia provoca la formazione di escrescenze e galle sui rami, che interferiscono con il normale flusso della linfa tra foglie e radici. Quando la malattia si estende lungo tutta la circonferenza del ramo può portare al disseccamento della parte colpita e, nei casi più gravi, compromettere l’intera pianta.

Per gli olivicoltori si tratta di una problematica complessa: la perdita di rami produttivi significa spesso dover attendere diversi anni prima che la pianta torni a produrre olive.

La rogna dell’olivo si diffonde principalmente attraverso strumenti di potatura contaminati, motivo per cui è fondamentale disinfettare le attrezzature quando si passa da una pianta all’altra. Anche alcuni insetti che si nutrono della linfa possono contribuire alla diffusione del batterio.

In Europa non è consentito l’uso di antibiotici in agricoltura, quindi la gestione della malattia si basa soprattutto su pratiche di prevenzione: la rimozione dei rami infetti, la disinfezione delle attrezzature, trattamenti che aiutano la cicatrizzazione dei tagli e una corretta gestione nutrizionale delle piante per sostenerne la vitalità.