Ciao Gianni

Ciao Gianni

Venerdì 15 marzo Gianni Leoni, Gianni, ci ha lasciato precocemente e repentinamente. Il lunedì successivo, in una Basilica di San Nicolò gremita dalle tante persone che lo hanno conosciuto e apprezzato, gli abbiamo dato l’ultimo saluto riconoscente.

Un nuovo dolore si è aggiunto a questi mesi durissimi, segnati da un rincorrersi di lutti che hanno colpito profondamente questa nostra comunità di persone che vivono la disabilità come condizione, come impegno, come lavoro e come volontariato.

Gianni è stata una persona ricca e completa, marito e padre di una famiglia felice, professionista serio ed apprezzato, un volontario caparbio, tenace, generoso, creativo e intraprendente. Non c’è avventura nel mondo del volontariato che non lo abbia visto coinvolto negli ultimi decenni. Ce lo ricordiamo come Presidente di Solevol e tra gli organizzatori di Manifesta, come fondatore e Presidente della Federazione Coordinamento Handicap, come promotore di temi delicati come quelli della protezione giuridica, dell’amministratore di sostegno, del trust a tutela del futuro delle persone fragili, delle esperienze dell’abitare e dell’autonomia con il Progetto Passo dopo Passo, come sostenitore della nascita dell’Impresa Sociale Girasole.

Ma, per tutti, è stato soprattutto il padre fondatore e l’animatore principale dell’Associazione la Goccia che, dal 1985, è impegnata a promuovere opportunità di aggregazione, inclusione sociale, tempo libero per persone con disabilità, svolgendo un ruolo di aiuto anche per le famiglie. Attenzione alle persone, sostegno, capacità inventiva, partecipazione alla vita sociale e collaborazione con la Rete dei Servizi per le disabilità di tutto il territorio e in particolare della città di Lecco: questa la cifra dell’impegno che Gianni ha profuso, sapendo coinvolgere tante persone, tanti volontari, tante associazioni, tante esperienze.

Gianni ha voluto la Goccia che mancava per riempire il mare della speranza, un mare che non separa ma congiunge le sue sponde; la Goccia che scende dall’alto, ogni giorno puntuale a formare una stalattite preziosa e bella proprio perché informe; la Goccia che scava ogni giorno con determinazione la roccia dura dell’indifferenza, della superficialità, dell’ignoranza per cercare nuove vie; la Goccia che fa traboccare il vaso e spezza la consuetudine dei luoghi comuni.

Gianni vedeva la bellezza nelle cose, nella natura e nelle persone che fotografava cogliendone la potenza dei colori, dei gesti, dei sorrisi; amava la vita, la sua e quella degli altri. Vedeva nell’arte e nella semplicità la possibilità di trascendere l’apparenza e l’inganno di una quotidianità di corto respiro.

Gianni non lascia un vuoto ma un pieno, anzi, un troppo pieno che trabocca e inonda, Goccia dopo Goccia non solo il presente ma anche il futuro.

A noi tutti, il dovere e la responsabilità di raccoglierne i doni.

Alla sua famiglia e all’Associazione la Goccia il nostro abbraccio e la nostra vicinanza.