Cairoli59: un progetto di Abitare Sociale
Il territorio lecchese, come molte altre realtà italiane, sta attraversando un crescente bisogno di soluzioni abitative, soprattutto per persone e famiglie in condizioni di fragilità sociale ed economica.
Giovani coppie, studenti, anziani e lavoratori con contratti temporanei incontrano spesso difficoltà nel reperire alloggi a costi accessibili, una situazione che può generare solitudine e precarietà, incidendo sulla qualità della vita e sulle possibilità di progettare il proprio futuro.
Per rispondere a questa esigenza, la Cooperativa sociale L’Arcobaleno, in collaborazione con la Fondazione Enrico Scola, ha avviato Cairoli59, un progetto che risponde al bisogno territoriale, sostenuto da Regione Lombardia e Comune di Lecco. L’iniziativa prevede la trasformazione di un intero piano dell’edificio di proprietà della Fondazione, in via Fratelli Cairoli 59, in una struttura residenziale innovativa, destinata a chi incontra difficoltà nell’accesso al mercato privato della casa.
Per approfondire le caratteristiche del progetto, abbiamo incontrato Claudia Pina, Responsabile dell’Area Politiche Abitative della Cooperativa L’Arcobaleno che è responsabile della gestione dell’immobile.
«Cairoli59 prevede la ristrutturazione di circa 500 metri quadri, originariamente destinati ad uffici, in otto unità abitative – sei bilocali e due monolocali – integrate da spazi comuni attrezzati con lavanderia, sale riunioni e un terrazzo. L’iniziativa si propone di garantire locazioni a canone calmierato e di mettere al centro le relazioni tra diverse generazioni, favorendo una convivenza intergenerazionale e integrando così la risposta al bisogno con la costruzione di comunità e legami sociali».
«La sostenibilità», prosegue Claudia, «è un principio trasversale che guida l’intera iniziativa, sia sul piano sociale, sia economico e ambientale. La ristrutturazione dell’immobile prevede interventi di efficientamento energetico, tra cui l’installazione di un impianto fotovoltaico, con l’obiettivo di contenere i costi delle utenze e ridurre l’impatto ecologico. Garantire un’abitazione sostenibile significa offrire spazi accessibili e dignitosi, in grado di favorire la qualità della vita quotidiana di chi vi risiede».
Abbiamo chiesto a Claudia di raccontarci il valore sociale del progetto. «La cooperativa L’Arcobaleno non si limita alla gestione tecnica e immobiliare degli appartamenti, ma pone una particolare attenzione alla dimensione sociale. Il nostro intento è favorire relazioni di collaborazione e sostegno reciproco tra gli inquilini, con lo scopo di creare un piccolo ecosistema di convivenza. In questo senso, la figura del community manager è fondamentale: accompagna le persone nella costruzione di legami, facilita il dialogo, promuove iniziative comuni e valorizza le risorse di ciascuno. È una presenza che aiuta la comunità a crescere, rafforzando il benessere sia individuale che collettivo».
Prima della stipula del contratto di locazione, agli inquilini viene proposto il “contratto di mutualità”, un impegno condiviso a vivere secondo i principi del progetto, orientati alla costruzione di condizioni di inclusione, partecipazione e crescita individuale. Il community manager ha il compito di curare e rinforzare questo patto, affinché diventi parte integrante della vita quotidiana del condominio.
«Cairoli59 vuole proporre un modello di co-housing intergenerazionale, dove persone di età e percorsi diversi possano condividere spazi, esperienze e forme di supporto reciproco», spiega Claudia. «L’obiettivo è trasformare l’abitare in un’esperienza di relazione: un giovane studente che aiuta un anziano nelle piccole incombenze quotidiane, un pensionato che mette a disposizione tempo e competenze, famiglie e lavoratori che si sostengono a vicenda. In questo modo la convivenza diventa una risorsa e il condominio un laboratorio di comunità».
Gli spazi comuni – sale condivise, terrazzo, lavanderia e aree di socialità – sono progettati proprio per favorire l’incontro e la partecipazione, ospitando attività di mutuo aiuto, momenti di convivialità e iniziative comuni.
«Cairoli59 vuole essere anche uno spazio vivo e aperto, capace di intrecciare la vita della casa con quella della città», prosegue Claudia. «L’abitare, per noi, non si esaurisce nelle mura domestiche: significa partecipare, condividere, sentirsi parte di un contesto più ampio. Per questo il progetto mira a creare legami con il quartiere, con le attività commerciali e con le reti di vicinato, grazie anche al sostegno del Comune di Lecco. Vogliamo promuovere reti di prossimità e occasioni di collaborazione che rendano la casa un vero luogo di crescita, inclusione e benessere condiviso».
Un sostegno ribadito anche dall’Assessore al Welfare del Comune di Lecco, Emanuele Manzoni, che sottolinea come Cairoli59 sia il frutto di un lavoro congiunto: «Questa operazione sarebbe stata impossibile per un solo soggetto. Cairoli59 è la dimostrazione che se si fa rete “il patrimonio si trova”. Diversi attori hanno contribuito, ognuno con le proprie competenze e risorse: pubblico, privato, non profit».
Alla dimensione collaborativa si aggiunge quella della rigenerazione urbana, come evidenzia Pietro Galli, Presidente della Fondazione Enrico Scola: «Restituiamo alla città una porzione di edificio rigenerato nel quale abbiamo voluto, sin da subito, che anche il bello, e non solo il bene, fosse protagonista. Da questo momento il testimone passa, per la parte forse più difficile, alla Cooperativa L’Arcobaleno, che dovrà gestire gli spazi per i prossimi 24 anni; la Fondazione Scola sarà comunque a fianco de L’Arcobaleno, perché vorremmo che questo progetto, pur complesso, facesse scuola, almeno nella nostra provincia».
Per completare l’allestimento degli otto appartamenti, è stata avviata una raccolta fondi dedicata, parte della campagna Casa=più, che promuove il diritto di ciascuno ad avere una casa come punto di partenza per costruire il proprio futuro. «Diversi partner del territorio hanno già aderito», spiega Claudia, «tra cui Banca della Valsassina, Conad Centro Nord , Acinque Spa, Ikea Italia – Store di Carugate, che contribuiscono alla fornitura degli arredi. Anche il collettivo artistico Tra.Me – Art Research & Development contribuirà all’iniziativa con una mostra benefica aperta alla cittadinanza, il cui ricavato sarà interamente destinato al progetto».
«Un ruolo centrale nella raccolta dei fondi», aggiunge Claudia, «è svolto dalla Fondazione Comunitaria del Lecchese, attenta ai temi dell’abitare e della povertà, che opera come veicolo per garantire trasparenza e correttezza nella gestione delle donazioni e il fondo Dott. Livio Mammini. Questo impegno congiunto testimonia quanto il progetto Cairoli59 non sia solo un intervento abitativo, ma anche un’iniziativa capace di mobilitare la comunità e promuovere la solidarietà sul territorio».

