Bilancio Sociale di Rete 2025: un anno di transizione

Bilancio Sociale di Rete 2025: un anno di transizione

Il 2025 ha rappresentato per Girasole un anno di transizione rilevante, segnato dal rinnovo della compagine delle socie del privato sociale, a seguito di una gara ad evidenza pubblica gestita dal Comune di Lecco su mandato di tutti i Comuni soci dell’Associazione, conclusasi ad agosto 2025. Un passaggio che ha interessato la governance, la composizione dell’Impresa e la sua rete operativa, mantenendo invariata la partecipazione dei 29 Comuni dell’Ambito Territoriale di Lecco, già aderenti alla precedente esperienza di gestione.

L’ingresso di cinque nuove realtà del Terzo Settore ha poi segnato l’avvio di una nuova fase di lavoro condiviso: un cambiamento che porta con sé nuove competenze, esperienze, visioni e relazioni territoriali in grado di arricchire l’intera rete.

A questa base si aggiungono inoltre gli 11 enti dell’Accordo di Partenariato, che completano la rete con ulteriori cooperative sociali, fondazioni, associazioni e organizzazioni che collaborano in modo strutturato con l’Impresa. Si delinea così una compagine ampia e articolata, capace di tenere insieme istituzioni pubbliche, soggetti del Terzo Settore e reti territoriali in una logica di responsabilità condivisa.

Le parole del Presidente Virginio Brivio

“Il 2025 non è stato un punto di arrivo: è stato l’anno in cui Girasole ha posto le basi per affrontare una nuova fase, destinata a tradursi pienamente sul piano operativo nel 2026.

La gara ha rappresentato un elemento decisivo di ridefinizione del quadro organizzativo e istituzionale, aprendo uno scenario che richiede oggi di essere accompagnato con attenzione, responsabilità e visione. Da questo passaggio emergono con chiarezza tre obiettivi strategici.

Il primo riguarda la capacità di essere un attore che fa sintesi e intercetta i bisogni del territorio. Diventa essenziale per questo rafforzare il ruolo dell’Associazione dei Comuni soci e dei poli territoriali, non solo come luoghi di raccordo tra le Amministrazioni stesse, ma come spazio capace di trasformare l’esperienza dei servizi in strumento di programmazione, valorizzando i poli territoriali come luoghi di confronto tra amministratori e privato sociale.

Il secondo obiettivo riguarda la costruzione di alleanze. Occorre consolidare il dialogo con altri soggetti gestori, rafforzare le collaborazioni a livello territoriale e provinciale e coinvolgere realtà che, pur non appartenendo strettamente al mondo sociale, possono offrire un contributo significativo sui temi dell’innovazione, dell’abitare, della tecnologia e della qualità della vita delle persone fragili.

Il terzo obiettivo riguarda il cambiamento demografico e il nuovo rapporto tra generazioni. Il territorio sta cambiando rapidamente: meno giovani, famiglie più piccole, un numero crescente di anziani e grandi anziani. Trasformazioni che interrogano il sistema dei servizi e il modo in cui la comunità si organizza per rispondere ai bisogni di oggi e di domani, ripensando il lavoro di cura, il sostegno alle famiglie, l’orientamento verso le professioni della cura e il rapporto tra servizi, abitare, tecnologia e prossimità.

Questo percorso è reso possibile grazie a chi, ogni giorno, lavora sul campo: operatori e operatrici che, attraverso il contatto diretto con le persone, raccolgono dati, segnali e bisogni che arricchiscono la lettura della realtà e la costruzione delle risposte, a fianco del Piano di Zona come luogo istituzionale della programmazione. Un ringraziamento va quindi a tutta la struttura e all’organizzazione, che garantiscono non solo la gestione dei servizi, ma anche la loro continua evoluzione.

Un ringraziamento sentito va infine al presidente uscente dell’Impresa Carlo Colombo e ai componenti del Consiglio di Amministrazione — Angelo Negri, Giovanna Marelli, Angelo Vertemati — per aver guidato Girasole con dedizione in questi anni fondativi, accompagnando la crescita di un modello che oggi è patrimonio dell’intero territorio.

Il 2025, dunque, non chiude una fase: la apre. Il 2026 sarà l’anno in cui le basi poste dovranno tradursi in un cambiamento concreto, leggibile nei processi, nelle relazioni e nella qualità delle risposte costruite per e con il territorio.”

 

Il Presidente 
Virginio Brivio

 

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