Alleanze a contrasto della povertà culturale

Alleanze a contrasto della povertà culturale

Per comprendere meglio il fenomeno della povertà culturale e le strategie utili per contrastarla, abbiamo intervistato Clara Locatelli, coordinatrice di Alleanze Educative, un progetto selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile,  che mira a prevenire il fenomeno sul territorio lecchese.

Clara ci spiega che “la povertà culturale ed educativa è strettamente legata alla povertà economica, poiché le difficoltà economiche non solo limitano le risorse materiali, ma impediscono anche l’accesso a esperienze formative cruciali per lo sviluppo dei bambini e dei ragazzi.”  Infatti, secondo il primo Rapporto Disuguaglianze “Crescere in Italia, oltre le disuguaglianze” di Fondazione Cariplo, in Italia, più di 1,3 milioni di bambini e adolescenti vivono in povertà assoluta, e oltre il 28,5% è a rischio di povertà o esclusione sociale. La povertà economica e quella educativa si alimentano a vicenda, creando un circolo vizioso che compromette non solo il presente dei giovani, ma anche le loro prospettive future.

“La povertà materiale è una barriera alle opportunità educative: bambini e ragazzi che crescono in famiglie con risorse limitate non solo affrontano difficoltà economiche, ma hanno anche meno possibilità di apprendere e crescere culturalmente. La mancanza di accesso ad attività extrascolastiche come lo sport, la lettura o esperienze ludiche genera un divario con i coetanei e limita le possibilità di sviluppo personale e sociale”, commenta Clara.  La povertà educativa influisce profondamente anche sulle competenze emotive e relazionali dei ragazzi, “se un bambino non ha mai frequentato una biblioteca o non ha mai visitato un museo, non può sviluppare pienamente il proprio potenziale”.

“Questa condizione è stata evidenziata anche dagli esiti di un questionario realizzato nel 2023 all’interno di alcuni servizi educativi del territorio, in cui 150 ragazzi tra i 6 e i 17 anni sono stati intervistati per capire l’accesso a contenuti culturali.” Più della metà dei ragazzi intervistati non pratica sport, e quasi l’80% è stato in una biblioteca meno di cinque volte nell’anno precedente. Un dato interessante è che il 39% ha avuto accesso alla biblioteca tramite la scuola, mentre il 21% con la famiglia e il 36% da soli o con amici.

La regolarità delle esperienze è fondamentale per abituare i giovani a vivere la cultura come parte integrante della loro vita. Per esempio, il dato sui musei è significativo: oltre il 90% dei ragazzi ha visitato un museo meno di tre volte, e di questi, il 64% ha avuto questa opportunità grazie alla scuola, mentre l’8% con la famiglia. Inoltre, il 41% non è mai andato al cinema, e la maggior parte delle gite scolastiche rappresentano l’unica occasione di esplorazione al di fuori del contesto quotidiano, con solo il 2% che ha partecipato a gite organizzate dalla famiglia.

Per rispondere a queste carenze, il progetto Alleanze Educative cerca di creare collaborazioni con cinema locali, musei e enti culturali del territorio, organizzando anche attività ludiche e gite per riscoprire tradizioni locali. “La partecipazione a queste esperienze offre l’occasione concreta per arricchire la loro conoscenza, permettendo loro di vivere ciò che fino ad allora conoscevano solo sui libri.”

Un esempio concreto è l’iniziativa organizzata a Colico, dove circa 70 bambini e ragazzi degli Spazi Educativi dell’Ambito Territoriale di Bellano, ospitati presso l’oratorio di Colico dall’Associazione storico-culturale La Corte del Drago, hanno riscoperto alcune tradizioni locali attraverso giochi antichi. L’associazione ha proposto un pomeriggio immersivo tra rievocazioni storiche e giochi medievali, come il tiro con l’ascia, dove i partecipanti dovevano colpire bersagli con un’ascia in legno e gommapiuma; il lancio dell’anello, in cui dovevano centrare un tabellone con un anello di legno; la lotta medievale su trave, un gioco di equilibrio e destrezza con bastoni di legno; e il “gira draghi”, con lo scopo di colpire sagome di draghi fissate su un’asse di legno per farle girare.

L’attività, oltre ad essere stata un’esperienza divertente, ha permesso ai ragazzi di entrare in contatto con elementi storici autentici. Hanno potuto osservare da vicino armature, elmi, spade e altri cimeli medievali, ascoltando i racconti di un templare di nome Gregory. Questo tipo di esperienza non solo arricchisce il bagaglio culturale dei giovani, ma promuove anche la socializzazione tra ragazzi di realtà educative diverse, contribuendo a contrastare l’isolamento.

Il lavoro con associazioni locali è infatti fondamentale anche per creare connessioni e nuovi stimoli.  All’interno dello Spazio Educativo di Missaglia-Monticello Brianza, grazie alla collaborazione con l’Associazione Hakuna Matata, è stato possibile raccontare un’esperienza di supporto umanitario in Kenya. Dopo aver ascoltato le storie dei bambini ospitati in orfanotrofio, i ragazzi hanno scritto lettere e confezionato piccoli doni, creando un ponte tra culture diverse e trasmettendo un importante messaggio di solidarietà.

“Le attività organizzate negli Spazi Educativi offrono ai giovani un’opportunità fondamentale per esplorare il mondo, coltivare le proprie passioni e rafforzare il legame con la comunità. Per spezzare la spirale della povertà educativa, è fondamentale un impegno collettivo, risorse adeguate e un senso di comunità, affinché ogni giovane possa avere il futuro che merita”, conclude Clara.